Questa é la nostra storia, una favola che non vuole finire.

 

Dalla fondazione ai campionati nazionali

Nel 1968 viene fondato per mano del pretore Tonino Polo il Gruppo Sportivo Olimpia Sant'Antioco, una polisportiva con l'intento di garantire ai tanti ragazzi del circondario spazi e istruttori per la pratica dello sport. Nacquero quindi tre sezioni: calcioatletica leggera e pallavolo. Nonostante i buoni risultati raggiunti nell'atletica e l’allargamento del bacino d'utenza del calcio, venne fuori la grande vocazione pallavolistica della società.

Come ogni grande storia che si rispetti Si parte dal fondo, più precisamente dalla Terza divisione, ultima serie provinciale, per poi risalire fino ai campionati nazionali grazie ad allenatori qualificati come Brunello Vacca e Angelo Gaviano. Il primo grande traguardo della società è datato 1979-1980 con la promozione in serie C, allora ancora campionato nazionale, con una squadra giovanissima allenata da Ciro Tramonte. La promozione e il successivo campionato in serie C coincidono con l'inaugurazione del primo Palazzetto dello sport a S. Antioco, oggi intitolato alla giovane promessa Giacomo Cabras, scomparso prematuramente nel 2001.

 

L'approdo in Serie B

Nel 1983-84 c'è il primo tentativo di promozione in serie B: nello spareggio promozione i biancoblu guidati dal cagliaritano Chicco Moroni vengono sconfitti alla "bella" dalla forte Scavolini Pesaro, che schierava in campo il nazionale bulgaro Emil Trenev, oggi allenatore. La squadra era formata da un blocco di giocatori locali (l'attuale allenatore Giuseppe Lai ma anche Longu, Pinna ,Serra e Sabbatino) e da un altro blocco proveniente dalle squadre cagliaritane (Del Pin, Melis, Sanjust, Cadelano e Boy). La stagione successiva, il presidente Nino Locci, scottato ancora dalla mancata promozione, rivoluziona la squadra: via i cagliaritani e spazio ai giocatori storici dell'Olimpia, coadiuvati da giocatori tutti del luogo, a cominciare dall'allenatore dove arriva Angelo Mocci. La rosa infatti era formata da antiochensi ad eccezione di Esposito e Manca rispettivamente di Carbonia e Gonnesa. I risultati in questo caso non si fanno attendere e, Dopo un anno trascorso nelle zone alte della classifica, nella stagione 1985-86 l'Olimpia Sant'Antioco approda per la prima volta in serie B.

 

La prima squadra sarda in serie A2

Nel primo anno di B l'Olimpia fatica: la salvezza arriva soltanto all'ultima giornata battendo 3-1 la Pallavolo Massa. Quell'anno però avviene la scissione in due serie del secondo livello del campionato nazionale: nascono così B1 e B2. L'Olimpia acquisisce il diritto a disputare la B1 piazzandosi fra le prime tre. Per rinforzare i ranghi si alternano nelle diverse stagioni alcuni giocatori professionisti, che prima l'Olimpia non poteva permettersi, tra questi c'è anche l'universale californiano Willy Wilson, primo straniero della storia della società. Dopo diversi campionati disputati al vertice della classifica arriva la stagione 1989-90, che segnerà la storia della pallavolo sarda: per la prima volta una compagine isolana entra nel gotha del volley nazionale. La promozione arriva dopo un testa a testa durato sette mesi con la Sestese Volley e la 4Torri Ferrara Volley. Sarà proprio contro i ferraresi che il 28 aprile 1990 arriverà al Palazzetto antiochense il 3-1 casalingo che significa serie A2.

 

L'ultimo gradino: la Serie A

La squadra promossa è guidata in panchina dal piacentino Carlo Baldini, che conta tutto sommato ancora nel gruppo storico antiochense. È infatti una squadra un po' debole per la categoria ma la retrocessione è evitata con un quintultimo posto. Da segnalare che con l'arrivo in Serie A2, la società è costretta a trasferirsi nel più capiente Pala Rockefeller di Cagliari.

Per il campionato successivo (1991-92) il presidente, l'avvocato Antonello Aste, rinforza la squadra facendo un mercato dai nomi altisonanti: arrivano il palleggiatore argentino Juan Manuel De Palma, l'americano Jon Root, Stefano Pellegrini e il ceco Petr Siala. Dopo poche partite Carlo Baldini viene esonerato per manifesta incompatibilità con la squadra, e al suo posto arriva Radames Lattari. L’allenatore brasiliano porta una piccola rivoluzione in un gruppo che grazie alla sua mano passerà dall’ultimo posto ad una onorevole settima piazza.

La stagione successiva si compie un ulteriore sforzo economico facendo arrivare in laguna lo svedese Peter Tholse. Il processo di miglioramento continua e Sant'Antioco arriva addirittura al quinto posto, garantendosi così la partecipazione all’Italian Open; un torneo voluto dalla Lega Pallavolo Serie A come riempitivo della stagione estiva (i biancoblu arriveranno alle semifinali).

Nel (1993-94) viene rivoluzionata la squadra. partono Tholse, Root, Pellegrini e Gambardella, arrivano il secondo palleggiatore Valdemaro Gustinelli, il centrale Giorgio Baldi, lo schiacciatore Esteban de Palma (fratello di Juan Manuel) ma soprattutto lo schiacciatore polacco Krzystof Stelmach e l'opposto Rafael Pascual. La squadra così costruita si dimostra nettamente più forte delle avversarie: con 25 partite vinte e solo 5 perse l'Olimpia S. Antioco vince il campionato ed è promossa in serie A1 per la prima volta nella sua storia, prima squadra sarda a riuscire nell’impresa.

 

L'anno in serie A1

L'avventura in A1 dura però un solo anno, e non certo con i migliori risultati. L'Olimpia termina la favola all'ultimo posto in classifica con solo due vittorie all'attivo: un 3-2 alla Fochi Bologna e un 3-0 con Gioia del Colle. Ma di quell’anno rimarrà per sempre l’orgoglio di aver portato una piccola realtà come la nostra in quello che era il miglior campionato del mondo.

 

Il ritorno in B

L'anno successivo sono in tanti a partire: Lattari torna in Brasile dove si alternerà alla guida delle varie Nazionali, al suo posto arriva Luigi Ferlito, mentre Rafa Pascual saluta e va a Cuneo. Vengono promossi nella rosa i giovani Jerry Rinoldo, Serafini e Biggio provenienti dalle giovanili. Arrivano anche l'italo-argentino Mauricio Montaruli e Maurizio Lopis.

La stagione si rivela molto problematica, Ferlito non inizia bene e Viene sostituito da Javier Kantor, tecnico delle giovanili alla Maxicono Parma ,ma questo non basta e il quartultimo posto finale significa retrocessione.

Ma tutto ciò però viene evitato grazie anche alla passione pallavolistica della cittadina lagunare e allora si fa l'ennesimo sforzo: si acquistano i diritti della Pallavolo Torino e a settembre 1996 l'Olimpia è nuovamente in A2. La campagna acquisti rivoluziona di nuovo il roster: arrivano il palleggiatore italo-brasiliano Alexandre Della Nina, l'opposto russo Yaremenko e gli italiani Claudio Nardi e Massimiliano Russo ma soprattutto il giovane Luigi Mastrangelo, futura stella della nazionale maschile. Si disputa un ottimo campionato concludendo al sesto posto e Mastrangelo si rivela uno dei più forti centrali del campionato, cosa che porterà cuneo a riportare il giocatore in serie A1.

Nel 1997-98 la rosa viene nuovamente stravolta: Via Mastrangelo, Nardi e Russo, al loro posto Tomalino e lo spagnolo Garrido, che non ripete le gesta di Pascual negli anni d'oro. Kantor viene esonerato a metà stagione, e il tandem traghettatore Mocci-Della Pia non funziona e questa volta la retrocessione in B si mostra come una realtà quanto mai oggettiva.

 

VBA Olimpia Sant’Antioco

Verrà effettuata una fusione con la VBA di Carbonia: nasce così l'attuale VBA Olimpia Sant'Antioco. L'annata non è delle migliori, la squadra è composta prevalentemente da giovani, soprattutto locali, tra cui spicca il talento Giacomo Cabras. La società termina all'ultimo posto in classifica ed è retrocessione. Ma un nuovo acquisto dei diritti sportivi porterà ancora la B1 nella città lagunare. Tra tante fatiche e un cambio di allenatore la VBA si salva di un punto mantenendo la categoria. Si entra nel XXI secolo e questa volta, grazie a qualche innesto, come Marco Tiddia in regia, il campionato porta ad una salvezza più tranquilla.

 

Giuseppe Lai in cabina di regia

Dal 2001 incomincia l'era Giuseppe Lai: la bandiera antiochense si ritira dalla pallavolo giocata e si siede nella panchina della "sua" squadra. In quella prima annata in rosa era presente anche Giacomo Cabras: purtroppo per il talento biancoblu non c'è stata la possibilità di iniziare neppure la preparazione in quanto una seria polmonite lo blocca. È un calvario che dura tutto un autunno e alla fine il 19 novembre Cabras muore lasciando un grande vuoto nella società sulcitana.

Anche in suo onore la squadra disputerà un meraviglioso campionato terminando al quarto posto.

La bandiera antiochense rimane al timone della squadra, tranne un breve interregno per Fabrizio Sarno, fino alla stagione 2011-2012, e la società ogni anno è riuscita a raggiungere la salvezza nonostante le grandi limitazioni di budget dovute alla crisi che ha colpito in maniera particolare il nostro territorio.

 

Gli ultimi anni (2012 - presente)

Il primo anno senza Giuseppe Lai, passato ad allenare i cugini iglesienti, porta in dote un’amara retrocessione all’ultima giornata.

La dirigenza non si dà per vinta e ottiene un meritato ripescaggio, non mettendo fine alla “favola” Olimpia. La squadra negli anni successivi ottiene delle salvezze tranquille e ora si appresta ad affrontare la nuova avventura della serie B unica, campionato nato dalla fusione tra B1 e B2.

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